Month: novembre 2016

La lingua lombarda non è l’esperanto dei lombardi!

È uno dei miti più diffusi sulla lingua lombarda quello che l’unità linguistica sia una follia che porta alla morte dei dialetti locali o che addirittura sia una riedizione dell’esperanto, che non funzionerà mai. Tuttavia, fortunatamente, così non è: La lingua lombarda è costituita da tutti i dialetti lombardi, dunque non serve creare uno standard parlato che vada a soppiantare le varie varianti, anzi, vorrebbe dire perdere ricchezza linguistica! Anche se agli italofoni sembra strano, esistono tante lingue senza una varietà standard parlata!

In sostanza, non dobbiamo creare una nuova lingua: Già la parliamo.

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Contro il lombardo una logica neoinquisitoria

Contro la lingua lombarda si sviluppa sempre più una logica neoinquisitoria, dove qualcuno vorrebbe fermare il progresso scientifico in nome di idee quasi fideistiche. Sarà capitato ad ogni attivista per le lingue minoritarie di sentire frasi come:

È ridicolo che il lombardo sia considerato lingua, ogni stato deve avere una sola lingua!

La linguistica è una scienza, ricordiamolo. E allora che differenza c’è tra la frase sopra riportata e:

È ridicolo considerare la teoria eliocentrica, la Bibbia dice che la Terra è ferma e al centro dell’universo

La scienza linguistica dice che in Lombardia si parla una lingua distinta dall’italiano.  Chi lo nega o è ignorante (nel senso buono, la linguistica si è evoluta molto negli ultimi anni ed è comprensibile che molte persone non siano aggiornate) o è in malafede, perché vorrebbe negare la realtà scientifica per motivazioni prettamente politiche, tipicamente basate sulle idee unitariste del 1800, che mal digerivano la presenza di idiomi differenti dall’italiano toscano nel neonato Regno o sul semplice odio politico.

E questo comportamento è pericolosamente vicino a quello dell’Inquisizione.