Come si dice “ti amo” in lombardo?

Con i suoi suoni così simili al francese il lombardo è una delle lingue più romantiche d’Italia. Ma come si dice “ti amo” nella nostra lingua?

Per prima cosa dobbiamo distinguere tra il registro più alto della lingua e gli altri. In quello più alto si usa il verbo “amà”, corrispondente all’italiano “amare”. Questo verbo si coniuga come:

Te ami nei dialetti lombardi occidentali (come il milanese, il lodigiano, il ticinese)

Te ame nei dialetti lombardi orientali (come il bergamasco e il bresciano)

(Ricordate sempre che “te” è pronunciato anche “ta”, ma nel nostro modello ortografico usiamo sempre “te”, pur ammettendo la scrittura “ta”.)

Ma nelle situazioni meno formali? Continue reading

Ma gh’hemm de bon besogn de l’italian (e di tucc i lengov maggioritari)

L’è ‘na resposta tipega ai noster domand de protezion di noster lengov che di lengov important comé l’italian gh’hemm besogn. Anca l’Accademia de la Lengua italiana, in d’una lettera indova, cont di argoment de l’era fassista e voramai superad de la lenguistega moderna, la dis che la lengua lombarda la esist minga (Se la esist no sont dree a domandàmm comé foo a scriv a vialter, ma hinn di dettaj) la sottaligna che poeudom no avè un futur indova che se parlen domà Lombard e Ingles.

Inveci, se pò. Forsi saroo un poo radical in ‘sto articol chì, ma de facc l’è proppi la situazion de imposizion lenguistega italiana a vess ‘na mincionada che la merita ‘sto trattament fort. Continue reading

Milanese: Lingua o dialetto?

Discussione ardua quella sulla natura del milanese: Lingua o dialetto? In questo post proveremo ad analizzare la questione in modo scientifico, senza cadere nei soliti miti del milanese crogiolo degli idiomi dei conquistatori di Milano o del milanese lingua celtica dall’enorme letteratura e dunque lingua, differentissima dagli altri dialetti lombardi.

Da un punto di vista meramente linguistico, il milanese è un dialetto: Anche se deriva direttamente dal latino, non è così dissimile dal resto delle parlate della Lombardia tanto da essere classificabile come idioma autonomo, anche se a volte il nome “milanese” è stato esteso a tutte queste parlate oggi denominate lingua lombarda, come per il napoletano.

Dal punto di vista sociale è chiaramente un dialetto, in quanto sottomesso all’italiano, pur conservando un enorme prestigio sociale, grazie all’uso colto e letterario che ha visto nella sua storia.

Se per la parte sociale c’è poco da fare al momento, per quella linguistica basta salire di un gradino per trovare la lingua lombarda, che unisce tutti i dialetti parenti del milanese.

Il lombardo è un dialetto o una lingua?

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Da “Geografia de la lengua lombarda”

Dialetto o lingua? È questa la domanda che tormenta molte persone. In questo articolo troverai la risposta a tutti i tuoi dubbi!

Per prima cosa: Siamo sicuri che esista una definizione univoca e chiara della parola dialetto? Beh, purtroppo così non è! Infatti esistono almeno tre definizioni della parola dialetto, e dobbiamo aggiungervi anche una definizione necessaria ai riconoscimenti legali. Le tre definizioni di dialetto sono una linguistica, basata su criteri molto chiari, una genialogica, basata sulla storia dell’idioma e una sociale, mutevole nel tempo.

Linguisticamente, il lombardo è una lingua o un dialetto?

Come possiamo leggere nell’articolo del sito PatrimoniLinguistici sopra linkato, un dialetto in senso linguistico è semplicemente una varietà di una lingua, e si pongono due dialetti sotto la stessa lingua quando hanno in comune lessico, grammatica e se c’è comprensibilità mutua tra i parlanti. Questa descrizione si addice di più al dialetto milanese, al bergamasco, al bresciano e così via.

E come si chiama la lingua che li raccoglie? Lombarda. Dunque possiamo dire che linguisticamente il lombardo è una lingua. Continue reading

Come si chiamano le parti della scarpa in lombardo?

I nomi delle parti delle scarpe sono poco conosciuti anche in italiano, figuriamoci in una lingua ridotta per ragioni politiche ad idioma di casa! Tuttavia il lombardo ha i suoi vocaboli tecnici, che poco hanno da invidiare a quelli delle altre lingue neolatine. Dunque oggi vediamo i nomi delle parti della scarpa nella nostra lingua.

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Pronomi possessivi in lingua lombarda

I pronomi possessivi indicano l’appartenenza del sostantivo che precedono a qualcuno o qualcosa. I pronomi possessivi lombardi sono molto uniformi sul territorio, esistono microvarianti ma sostanzialmente possiamo identificare un modello unico per tutta la Lombardofonia.

Vediamo come funziona:

 

ITALIANO LOMBARDO
Mio
Tuo
Suo
Nostro Nost(er)
Vostro Vost(er)
Loro

Da questa lista possiamo evincere subito due cose:

  1. Non c’è il femminile
  2. Non c’è loro

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Le parti del computer in lombardo

partipcIn questa lezione parleremo di informatica, più precisamente delle parti di un PC. Ovviamente resteremo sul vago, sul visibile, senza addentrarci nel tecnico. Ci interessa solo ciò che può pronunciare l’utente comune.

A nostro parere Computer e Monitor possono restare come in inglese, per via della diffusione internazionale di tali termini. Esiste come termine colloquiale per definire un calcolatore “ragionatt”, ossia “ragioniere”, lo segnaliamo perché è in analogia con la parola originale inglese, visto che anni addietro il “computer” era una persona. Continue reading

La risposta a tutti i tuoi dubbi sul bilinguismo

Ciao, sono sicuro che sul bilinguismo hai sentito molte affermazioni, sia entusiaste sui benefici del bilinguismo sia preoccupate per la spesa o per il rischio che i bambini confondano le lingue e che dunque sia necessario usarne solo una. Ma andiamo con ordine e rispondiamo ai dubbi più diffusi.

Ma è vero che il bilinguismo ai bambini fa bene?

Assolutamente sì, ci sono vantaggi non indifferenti nell’essere bilingue, essendo soprattutto una cosa che avviene naturalmente e non sui banchi di scuola. Ti invito a leggere questa pagina di un sito apposta sul bilinguismo regionale.

Tra i tanti vantaggi una curiosità tendenzialmente maggiore, un apprendimento più liscio e semplice delle lingue straniere e anche più apertura mentale.

Però se parliamo due lingue ai bambini non rischiamo di confondere le idee?

No. Fortunatamente i bambini possono distinguere molte lingue, addirittura otto. Esatto, i bambini sono capaci di capire cos’è l’italiano e cos’è il lombardo e anche cos’è l’inglese, e li useranno nei contesti giusti. Lo stesso sito di prima ha una pagina a tema.

Ok a casa, ma a scuola che senso ha?

Lo ha eccome! Per prima cosa solidificherebbe il bilinguismo, che se morisse sarebbe praticamente insostituibile, per seconda cosa esistono studi scientifici che dimostrano che una scuola bilingue crea alunni più preparati in lingue straniere rispetto a quella monolingue.

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La lingua lombarda non è l’esperanto dei lombardi!

È uno dei miti più diffusi sulla lingua lombarda quello che l’unità linguistica sia una follia che porta alla morte dei dialetti locali o che addirittura sia una riedizione dell’esperanto, che non funzionerà mai. Tuttavia, fortunatamente, così non è: La lingua lombarda è costituita da tutti i dialetti lombardi, dunque non serve creare uno standard parlato che vada a soppiantare le varie varianti, anzi, vorrebbe dire perdere ricchezza linguistica! Anche se agli italofoni sembra strano, esistono tante lingue senza una varietà standard parlata!

In sostanza, non dobbiamo creare una nuova lingua: Già la parliamo.

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Contro il lombardo una logica neoinquisitoria

Contro la lingua lombarda si sviluppa sempre più una logica neoinquisitoria, dove qualcuno vorrebbe fermare il progresso scientifico in nome di idee quasi fideistiche. Sarà capitato ad ogni attivista per le lingue minoritarie di sentire frasi come:

È ridicolo che il lombardo sia considerato lingua, ogni stato deve avere una sola lingua!

La linguistica è una scienza, ricordiamolo. E allora che differenza c’è tra la frase sopra riportata e:

È ridicolo considerare la teoria eliocentrica, la Bibbia dice che la Terra è ferma e al centro dell’universo

La scienza linguistica dice che in Lombardia si parla una lingua distinta dall’italiano.  Chi lo nega o è ignorante (nel senso buono, la linguistica si è evoluta molto negli ultimi anni ed è comprensibile che molte persone non siano aggiornate) o è in malafede, perché vorrebbe negare la realtà scientifica per motivazioni prettamente politiche, tipicamente basate sulle idee unitariste del 1800, che mal digerivano la presenza di idiomi differenti dall’italiano toscano nel neonato Regno o sul semplice odio politico.

E questo comportamento è pericolosamente vicino a quello dell’Inquisizione.