Lingua

La lingua lombarda non è l’esperanto dei lombardi!

È uno dei miti più diffusi sulla lingua lombarda quello che l’unità linguistica sia una follia che porta alla morte dei dialetti locali o che addirittura sia una riedizione dell’esperanto, che non funzionerà mai. Tuttavia, fortunatamente, così non è: La lingua lombarda è costituita da tutti i dialetti lombardi, dunque non serve creare uno standard parlato che vada a soppiantare le varie varianti, anzi, vorrebbe dire perdere ricchezza linguistica! Anche se agli italofoni sembra strano, esistono tante lingue senza una varietà standard parlata!

In sostanza, non dobbiamo creare una nuova lingua: Già la parliamo.

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Imperativo: Accento o apostrofo?

Verbi irregolari come “andà” e “fà” hanno, come in italiano, l’imperativo irregolare che alla seconda persona singolare si pronuncia come in italiano, ossia /’va/ e /’fa/. Ciò porta molte persone a scrivere come in italiano: “va’” e “fa’”. Ma sbagliano. In italiano “va’” e “fa’” sono elisioni di “vai” e “fai”, pertanto è corretto scrivere l’apostrofo, visto che si toglie effettivamente qualcosa.

In lombardo invece le forme citate sono native, non sono elisioni di nulla. Utilizzare un segno che indica “ho tolto qualcosa” è pertanto erroneo.

Essendo il lombardo poco standardizzato non si può dire con certezza se sia meglio usare l’accento o non scriver nulla: Personalmente sono per usare l’accento il meno possibile, pertanto preferisco scrivere “va” e “fa”, ma non ritengo “và” e “fà” errori, per quanto possano generare confusione. Mentre basta dare un’occhiata generale alla lingua per bollare le apostrofate come errori.

Il lombardo è capace di stare sulle proprie gambe e di non sottomettersi alla grafia italiana: Ad esempio in castigliano non si usa nessun segno, mentre i catalani accentano. Voi quale forma preferite?

Milanese lingua celtica?

È uno dei miti più diffusi sulla lingua lombarda, specificatamente nel suo dialetto milanese: “Il milanese è una lingua celtica”, affermano alcune persone convinte. Tuttavia così non è: Il lombardo è una lingua neolatina, ossia deriva dal latino parlato in Lombardia. Basta confrontare il lombardo con il gaelico scozzese:

Tha gach uile dhuine air a bhreth saor agus co-ionnan ann an urram ‘s ann an còirichean. Tha iad air am breth le reusan is le cogais agus mar sin bu chòir dhaibh a bhith beò nam measg fhein ann an spiorad bràthaireil.

Tucc i vèss uman a i nàssen libér e compàgn in dignità e driss. Lor i hinn dotaa de reson e conoscenza e dovarein agì l’un vers l’àlter in un spirit de fradellanza.”

Si capisce subito che non è una lingua celtica. Tuttavia qualche influsso celtico, nel lessico e nella toponomastica, è rimasto.

Tutto quello che vorreste sapere sul lombardo ma non avete mai osato chiedere

La lingua lombarda esiste da moltissimo tempo, ma solo recentemente ci siamo resi conto del fatto che sia una lingua, e non un insieme disordinato di dialetti italiani. È anche per questo che ancora oggi ci sono tanti dubbi e domande su questa lingua, a cui vorrei rispondere in questa pagina.

Possiamo parlare di lingua anche se non c’è una varietà standard e tutti parlano il proprio dialetto?
Certamente! È una situazione analoga a quella del catalano o del ladino, dove ognuno parla il proprio dialetto. Ma non c’è nulla di cui scandalizzarsi, l’importante è capirsi e godersi la diversità linguistica!

Nei fatti qualsiasi lingua è composta da dialetti, e l’unirli, oltre ad essere questione scientifica, ne rende più facile la tutela. Gli esempi? I dialetti ladini, i dialetti romanci, i dialetti friulani…

Anche l’italiano ha tanti dialetti, tanto che gli italiani sono stati definiti “dialettofoni inconsapevoli”.

Ma l’Accademia della Crusca dice che non è una lingua!
Le argomentazioni portate dall’Accademia sono residuati bellici dell’era fascista, senza nessuna considerazione nella linguistica mondiale moderna. La risposta scientifica del CSPL è disponibile cliccando su questo link. Continue reading