Il lombardo è un dialetto o una lingua?

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Da “Geografia de la lengua lombarda”

Dialetto o lingua? È questa la domanda che tormenta molte persone. In questo articolo troverai la risposta a tutti i tuoi dubbi!

Per prima cosa: Siamo sicuri che esista una definizione univoca e chiara della parola dialetto? Beh, purtroppo così non è! Infatti esistono almeno tre definizioni della parola dialetto, e dobbiamo aggiungervi anche una definizione necessaria ai riconoscimenti legali. Le tre definizioni di dialetto sono una linguistica, basata su criteri molto chiari, una genialogica, basata sulla storia dell’idioma e una sociale, mutevole nel tempo.

Linguisticamente, il lombardo è una lingua o un dialetto?

Come possiamo leggere nell’articolo del sito PatrimoniLinguistici sopra linkato, un dialetto in senso linguistico è semplicemente una varietà di una lingua, e si pongono due dialetti sotto la stessa lingua quando hanno in comune lessico, grammatica e se c’è comprensibilità mutua tra i parlanti. Questa descrizione si addice di più al dialetto milanese, al bergamasco, al bresciano e così via.

E come si chiama la lingua che li raccoglie? Lombarda. Dunque possiamo dire che linguisticamente il lombardo è una lingua.

E genialogicamente?

Qui la questione si fa decisamente più complessa: I dialetti lombardi che compongono la lingua lombarda provengono praticamente tutti (tranne quei dialetti arrivati per influenza linguistica nelle valli Walser) dal latino, pertanto sono questi idiomi ad essere genialogicamente dialetti latini, non il lombardo nel suo complesso.

Tuttavia, per semplicità, si può affermare che il lombardo sia un dialetto latino, essendo una lingua neolatina.

E sociolinguisticamente?

Questa è una bella domanda! I criteri sociolinguistici sono quelli più usati dall’Accademia italiana, ma variano molto, e spesso sono anche strumentalizzati politicamente. In generale si può affermare che il lombardo sia in uno stato intermedio tra la lingua e un dialetto: Da un lato ha caratteristiche tipicamente imputate al dialetto (come l’assenza di uno standard e l’uso informale), ma dall’altro ha anche una corposa letteratura, un prestigio sociale tra i più elevati tra le lingue non riconosciute dallo Stato italiano, un lessico di tutto rispetto e un movimento per la lingua molto attivo e capace di conseguire importanti risultati, come la legge regionale sulla lingua. Chiaramente servono ancora importanti sforzi per uscire dal mondo del dialetto, ma è un cosa perfettamente fattibile…

Tuttavia questo stato si applica anche alla quasi totalità delle lingue che l’Italia riconosce come minoritarie. E qui parte la domanda…

Il lombardo è una lingua minoritaria?

Fortunatamente la Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie ci dà una semplice definizione di lingua minoritaria:

  1. Lingua tradizionalmente parlata nel territorio dello Stato
  2. Che non sia una variante della lingua dello Stato

Risalendo le prime attestazioni scritte del lombardo a quasi 800 anni fa certamente il primo criterio è soddisfatto, e il secondo anche, visto che il lombardo è una lingua nel senso linguistico del termine, e non un dialetto dell’italiano.

E la Costituzione italiana prevede espressamente che le lingue minoritarie siano tutelate con apposite norme, all’articolo 6.

 

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