La lingua lombarda non è l’esperanto dei lombardi!

È uno dei miti più diffusi sulla lingua lombarda quello che l’unità linguistica sia una follia che porta alla morte dei dialetti locali o che addirittura sia una riedizione dell’esperanto, che non funzionerà mai. Tuttavia, fortunatamente, così non è: La lingua lombarda è costituita da tutti i dialetti lombardi, dunque non serve creare uno standard parlato che vada a soppiantare le varie varianti, anzi, vorrebbe dire perdere ricchezza linguistica! Anche se agli italofoni sembra strano, esistono tante lingue senza una varietà standard parlata!

In sostanza, non dobbiamo creare una nuova lingua: Già la parliamo.

Ma lo scritto?!

Domanda interessante: Per prima cosa, anche qui, esistono lingue senza standard scritti o con più di uno standard. Tuttavia è innegabile che avere un’ortografia unica aiuta nell’uso ufficiale, letterario e didattico della lingua. Ma per il lombardo se si unifica la fonetica si è fatto il 90% del lavoro! Infatti, una volta che si decide che il suono /ø/ si scrive dappertutto, chessò “oeu” invece di “ö”, “oe”, “eu” e “uo”, si arriva ad un buon livello di standardizzazione, che può essere ulteriormente affinato. La standardizzazione della grammatica, invece, è più controversa: C’è chi vorrebbe adottare forme standard anche qui (come in SL: gat -> gats) o chi vorrebbe lasciare libertà di scrittura, scrivendo sia “gatt” che “gacc”.

Quando lo standard è utile

Personalmente non trovo malvagia l’idea di un lombardo standard parlato, a patto che non si usi in Lombardia. Sembra strano, ma comunque il lombardo genera un certo interesse all’estero, e avere uno standard parlato, magari ben legato allo scritto, potrà essere una grande risorsa per chi vorrà imparare il lombardo.

Standard spontaneo

Nulla vieta però che il lombardo, con l’ufficializzazione e l’uso, si standardizzi spontaneamente. Difatti è possibile che i contatti tra i vari dialetti e, ovviamente, i loro parlanti, porti all’affermarsi di forme locali in tutta la Lombardia, magari perché più belle, semplici o interessanti di altre forme. Si tratterebbe di una standardizzazione non programmata, ma voluta dai parlanti.

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