Milanese lingua celtica?

È uno dei miti più diffusi sulla lingua lombarda, specificatamente nel suo dialetto milanese: “Il milanese è una lingua celtica”, affermano alcune persone convinte. Tuttavia così non è: Il lombardo è una lingua neolatina, ossia deriva dal latino parlato in Lombardia. Basta confrontare il lombardo con il gaelico scozzese:

Tha gach uile dhuine air a bhreth saor agus co-ionnan ann an urram ‘s ann an còirichean. Tha iad air am breth le reusan is le cogais agus mar sin bu chòir dhaibh a bhith beò nam measg fhein ann an spiorad bràthaireil.

Tucc i vèss uman a i nàssen libér e compàgn in dignità e driss. Lor i hinn dotaa de reson e conoscenza e dovarein agì l’un vers l’àlter in un spirit de fradellanza.”

Si capisce subito che non è una lingua celtica. Tuttavia qualche influsso celtico, nel lessico e nella toponomastica, è rimasto.

4 thoughts on “Milanese lingua celtica?

  1. È vero che il lombardo è una lingua romanza, dato che la struttura grammaticale e gran parte del lessico provengono dal latino volgare; però è altrettanto vero che i dialetti lombardi hanno un forte sostrato celtico (dovuto alla lingua parlata dalle tribù galliche già presenti in Lombardia all’arrivo dei Romani), da cui deriva una parte minoritaria – ma importante – di lessico e di toponomastica, ma – soprattutto – di fonetica.

    In particolare, nel lombardo si trovano suoni, come «ö» e «ü», presenti – ad esempio – nel francese e completamente assenti in Italia al di fuori dell’area nord-occidentale. Tant’è che il lombardo fa parte delle cosiddette lingue gallo-italiche (dove gallico è sinonimo di celtico) e, più in generale, delle lingue gallo-romanze, a cui appartiene anche il francese.

    Quindi è corretto dire sia dire che il lombardo è una lingua neolatina, sia che si tratta di una lingua che ha un importante sostrato celtico.

    1. Veramente “gallo” non è sinonimo di celtico, ma sinonimo di “francese”, solo che è una definizione ottocentesca, adottata durante un periodo di fervente nazionalismo italiano con non poco astio verso le ingerenze austriache e francesi, per cui era una pessima idea affermare che tutto il nord-Italia costituisse una transizione tra l’Italia peninsulare e la Francia. Le lingue del nord-Italia sono franco-italiche.
      Il contenuto celtico delle nostre lingue è piuttosto ridotto. In piemontese per esempio sono tra le 50 e le 100 parole (molte sono in dubbio), di cui solo una decina di uso quotidiano e con un areale molto grande.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *