Discriminazione

Vademecum: Come rispondere all’Accademia della Crusca

La recente approvazione della legge sulla cultura della Regione Lombardia ha portato, per ragioni politiche, all’indignazione delle opposizioni. Quando potevano attaccare il resto della legge, che è opinabile, hanno attaccato il lato scientifico e buono della legge: Quello sulla lingua lombarda. E hanno scomodato anche dei presunti esperti, in realtà inesperti di lingua lombarda: L’Accademia della Crusca.

La risposta è divisa in tre punti:

  • Uno politico, opinabile e che pertanto non analizzerò
  • Uno politico, non opinabile e che pertanto analizzerò
  • Uno linguistico

Gli assunti della risposta sono:

  • Il lombardo non è una lingua perché è composta da dialetti
  • Il lombardo non merita tutela come lingua minoritaria.

Per prima cosa l’ultima affermazione si configura come violazione dei diritti umani e discriminazione razziale, Esatto, perché a dire che il lombardo merita tutela è una carta europea, e il non rispettare questi diritti è equivalente alla discriminazione razziale e alla violazione dei diritti umani. Non lo dico io, ma il Parlamento europeo.

La seconda è una questione linguistica, legittima ma errata: Tutte le lingue son composte da dialetti. Lo stesso stato italiano riconosce lingue ben più dialettizzate del lombardo: Ad esempio il sardo e il ladino. E nessuno si scandalizza.

Infatti nessuno parla “italiano”, “ladino”, “catalano” o “lombardo”, si parlano i loro dialetti, che compongono queste lingue. Infatti la tanto amata locuzione “dialetti X” è sinonimo di “lingua X”. Pertanto il lombardo è lingua tanto quanto italiano, catalano, friulano, ladino e così via.

Terza cosa: L’Accademia della Crusca regolamenta l’italiano. A differenza loro non voglio toccare ambiti non miei, dunque non mi interessa cosa facciano. Ma la lingua lombarda non è il loro campo, perché non è parte della lingua italiana. Il loro parere vale quanto quello della Real Academia Española, ma anche di quello di un fruttivendolo, contando la qualità della risposta.

Sicuramente qualcuno, in buona o in mala fede, spaccerà questa risposta della Crusca come dimostrazione di inesistenza del lombardo. Ma basta guardare i dati veri e non l’apparente autorevolezza per sapere che hanno torto. Se volete crederci, no problem, però per coerenza andate da un vigile per la visita cardiologica: Tanto si occupa pure lui di circolazione…